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La tentazione di essere felici – Lorenzo Marone

posted by Giulia agosto 25, 2017 0 comments
Lorenzo Marone ci apre una finestra sulla vecchiaia e sugli inevitabili bilanci che con essa siamo spinti a fare.

Ho scelto di leggere questo libro perché ne avevo sentito parlare molto e tutte le recensioni che avevo letto erano più che buone. Il mio giudizio non è però positivo al cento per cento e spero di riuscire a spiegarvi il perché.
I temi principali affrontati nel romanzo sono due: la vecchiaia, con tutte le sue problematiche e la violenza sulle donne. Poi ce ne sono di secondari, come la solitudine, l’omosessualità, la prostituzione.
Il narratore della storia è lo stesso protagonista, Cesare, un anziano signore di Napoli che si racconta attraverso il presente e molti squarci del suo passato. La trama è semplice e a parte qualche evento eccezionale, tutto scorre senza inizio e senza fine (difatti il finale rimane aperto); ciononostante non risulta noiosa e questo denota una grande abilità dello scrittore che ha saputo costruire una storia attraverso la semplicità dei fatti.
Sullo stile: il lessico non è ricercato, i periodi sono brevi e i dialoghi si alternano bene alle descrizioni che spesso si costruiscono su metafore molto originali che la sottoscritta ha molto apprezzato. La lettura risulta scorrevole, fluida e mai pesante, se non in alcune parti di monologo del protagonista che alle volte appaiono ripetitive.
Il mio giudizio
Punti fi forza:
• Trama non artificiosa e perciò molto scorrevole; il libro si legge in pochi giorni.
• Linguaggio fluido e non troppo ricercato, ma non per questo banale.
• Ci sono molte riflessioni sulla vita che ho trovato molto belle e a tratti anche poetiche.
• Le metafore sono ben costruite ed empatiche (almeno per la sottoscritta)

Punti di debolezza:
• Cesare è un personaggio che non ho amato molto. So, leggendo altre recensioni, che invece molti lo hanno trovato magnifico, perfetto, ben centrato nella storia. Che vi devo dire…a me purtroppo non mi ha conquista! E’ un uomo cinico, egoista, burbero e scontroso. Ed anche se nel corso della storia, alcune sue azioni vogliono in qualche modo riscattarlo, ai miei occhi non ce l’ha fatta. E’ un personaggio che non è cresciuto, non è cambiato, forse si è solo reso conto dei propri errori.
• Non sono riuscita a farmi coinvolgere da questo romanzo, non solo per il fatto che non ho trovato simpatico Cesare, ma piuttosto perché quest’ultimo mi è apparso poco credibile e alle volte surreale: spesso i suoi modi di pensare, agire e parlare, erano più simili a quelli di un quarantenne che a quelli di un uomo anziano (o almeno, questa è la sensazione che ha dato a me). Ciò non mi ha permesso di calarmi con trasporto nelle sue vicende.
Questo è tutto ciò che mi è rimasto addosso dopo la lettura: ci ho riflettuto tanto, perché prima di giudicare i libri altrui, specie se in qualche modo non mi hanno particolarmente colpito, ci penso mille volte.
E voi, cari lettori, che ne pensate? Aspetto con piacere le vostre considerazioni…magari riuscirete a farmi cambiare idea!
A presto,
Giulia

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