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Indipendenza, spontaneità e libertà di scelta – Il metodo Montessori

posted by Giulia agosto 28, 2017 1 Comment

Il piccolo rivela se stesso solo quando è lasciato libero di esprimersi…

 

Maria Montessori (1870-1952) è stata una pedagogista e scienziata italiana che con il suo metodo, ad oggi praticato da circa 20000 scuole in tutto il mondo, ha scosso e cambiato il mondo dell’educazione. Nel 1909 pubblica “Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle Case dei bambini”. Vediamo quali sono i punti salienti di questo metodo rivolto ai fanciulli dagli zero ai diciotto anni:

  • Quale è il ruolo dell’adulto nel processo educativo? L’adulto rappresenta l’educatore che ha il compito delicato di esserci ma in modo defilato. Ciò significa che deve assumere il ruolo di attento osservatore, pronto ad intervenire in maniera ferma e decisa, soltanto quando è necessario, ovvero quando il bambino ha un reale bisogno di essere guidato. L’educatore deve essere così bravo da fare in modo che il bambino possa esprimere le proprie potenzialità, mettere in risalto i propri lati positivi e i talenti. Inoltre, in nessun modo e per nessuna ragione, deve parlar male di esso, nè in sua presenza nè in sua assenza.
  • L’obiettivo principale del metodo Montessori è l’educare il bambino all’indipendenza. La pedagogista afferma che ogni bambino è in grado di fare ogni cosa: è l’adulto che non deve impedirgli di fare ciò che pensa non sia in grado di fare.
  • Al contrario di quanto detto sopra, non bisogna obbligare il bambino a fare qualcosa che non si sente di fare: può infatti decidere soltanto di osservare quello che fanno gli altri: anche questo è scuola dove imparare.
  • La Montessori dice che “ogni cosa deve essere a misura di bambino” perciò anche l’ambiente in cui apprende deve esserlo: e se oggi è naturale trovare ambienti di questo tipo, bisogna pensare che così non era ai tempi in cui la pedagogista scriveva il suo metodo.
  • Il bambino deve imparare ad agire con precisione: al bambino piace fare le cose con precisione e cura, come ad esempio apparecchiare la sua tavola.
  • Il bambino deve stare a contatto con la natura e deve imparare a prendersi cura degli esseri viventi. La Montessori definisce il bambino come  “il più grande osservatore spontaneo della natura, il quale ha indubbiamente bisogno di avere a sua disposizione un materiale su cui agire.” Essa riteneva infatti necessario affidare alla natura gran parte dell’opera educativa: “Le cure premurose verso gli esseri viventi sono la soddisfazione di uno degli istinti più vivi dell’anima infantile. Perciò si può organizzare facilmente un servizio attivo di cure alle piante e specialmente agli animali. Nessuna cosa è più capace di questa di risvegliare un’attitudine di previdenza nel piccolo bimbo che vive il suo attimo passeggero, senza cure per il domani. Ma quando sa che quegli animali hanno bisogno di lui, che le pianticelle si seccano se non le innaffia, il suo amore va collegando con un filo nuovo l’attimo che passa col rinascere del giorno seguente.”
  • La libertà del bambino: un bambino libero diventa un bambino creativo perchè è la libertà a favorire la creatività che si trova innata in ognuno di noi. Inoltre la libertà porta alla disciplina: un bambino libero di scegliere, sceglierà un lavoro che gli suggerisce l’istinto e perciò avrà attenzione e concentrazione. A questo punto sarà in grado, perchè lo vuole, di raggiungere il suo obiettivo in modo disciplinato.

Diciamo che questa è una sintesi molto sintesi del pensiero di Maria Montessori. Nei prossimi articoli approfondirò alcuni di questi punti.

Vorrei adesso invece dirvi quel che penso io. Credo, come tanti ovviamente, che questa donna abbia rivoluzionato sul serio la pedagogia e sia davvero riuscita a dare una visione completamente nuova del bambino, molto diversa da quella che insegnanti, educatori e genitori dell’epoca avevano. La Montessori voleva cambiare il metodo di insegnamento e di apprendimento: era convinta che le lezioni frontali che spiattellavano nozioni a un pubblico di bambini costretti a stare fermi a sedere, non potessero funzionare. Il movimento e la sperimentazione sono difatti una delle costanti del metodo Montessori. Devo dire che io, come insegnante, appoggio questo metodo e lo ritengo efficace, per tutti e in particolar modo per i bambini con qualche difficoltà. Nel mio lavoro ho avuto modo di assistere a tante lezioni svolte da colleghi e molte di esse mi hanno delusa: sono state le classiche lezioni frontali, con insegnanti esigenti che non vedevano l’ora di finire la loro spiegazione, la quale aveva tutto fuorchè qualcosa che la rendesse in qualche modo interattiva e quindi accattivante, con davanti un pubblico di alunni  annoiati che potevano solo sbadigliare. E’ vero, non sempre si può pensare di fare lezioni coinvolgenti, innovative, ganzissime, perchè davvero bisognerebbe avere la bacchetta magica e sessanta ore al giorno per programmare…però. Però dico, nemmeno mai! Che poi, si annoiano i tuoi alunni, ma ti annoi pure tu! Insomma, fare scuola è molto più difficile di quello che si pensa (sempre che si voglia farla per bene) e oggi lo è sicuramente anche di più. Le famiglie perennemente in corsa, la smania degli smartphone, i cervelli in stand-by, le giornate super programmate, la mancanza dei giochi all’aperto…tutto, ma proprio tutto, si riflette sui bambini. A scuola allora arrivano stanchi, debosciati, privi di fantasia, facilmente annoiabili, super carichi, senza fantasia, a volte senza sogni. Quel che sono i nostri bambini oggi dipende da noi adulti, sia che siamo genitori, insegnanti, educatori, allenatori e quant’altro. Li affatichiamo, li stringiamo in un rete strettissima di impegni, li priviamo della loro sacrosanta libertà, li impediamo di annoiarsi e poi sì, che si annoiano facilmente. Non forniamo loro gli strumenti giusti per raggiungere un obiettivo. Li regaliamo tutto e subito e li allontaniamo dal desiderare. Li afflosciamo alla tv e ce ne liberiamo con youtube, li spingiamo oltre il limite ma non li facciamo cadere. I bambini di oggi non sanno più cosa sia una crosta su un ginocchio. Li facciamo parlare, ma non li ascoltiamo, li rubiamo il tempo e l’innocenza. li vogliamo grandi per i nostri interessi, ma piccoli per i loro. Vogliamo essere loro amici e sempre meno genitori. Non diamo regole. Non diciamo no. Loro hanno sempre ragione, gli altri sbagliano. Sempre. Anche gli insegnanti, Non li forniamo ideali, glieli distruggiamo. Credetemi. Abbiamo un compito divino da svolgere e stiamo andando alla deriva. Me ne accorgo come genitore, ma vi assicuro che come insegnante la cosa si fa sempre più evidente e fa paura.

Quanto altro avrei da dire. Ma rischio di diventare noiosa e di allontanarmi davvero troppo dal tema dell’articolo! Perciò scusatemi, lascio a voi la palla. Che ne pensate?

Vi aspetto, a presto

Giulia

 

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1 Comment

c4web settembre 1, 2017 at 1:45 pm

Per commentare gli articoli, dovete andare all’articolo in home page e cliccare la nuvoletta sulla bandierina blu! In molti me lo hanno chiesto; spero adesso sia chiaro. Vi aspetto!

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