Pensieri e riflessioni al crepuscolo

Quanta fretta, ma dove corri…

posted by Giulia ottobre 30, 2017 2 Comments

Guardiamo troppo avanti e ci perdiamo il presente…

Ieri sera leggevo su Facebook un post di una mia cara collega scrittrice, nel quale, con poche semplici parole ha spiegato ciò che è anche il mio pensiero: oggi si va decisamente troppo veloci. Veloci in tutto.

L’autrice del post si riferiva in particolare al fatto che già ad ottobre siamo costretti a pensare al Natale, perchè già i negozi espongono articoli natalizi, già le pubblicità ci parlano del Natale.

Ieri sono uscita con le mie figlie per cercare delle zucche da intagliare per Halloween: incredibile, non le ho trovate. E lo sapete perchè? Perchè sono troppo LENTA per questo mondo, perchè “Signora, siamo già ad allestire per il Natale”.

Ma come, dico io, ma se ancora deve passare Halloween?!!?!

Ma è così purtroppo; sembra davvero che oggi ci sia il bisogno irrefrenabile di correre e correre, come se qualcuno ci rincorresse e lo sapete cosa? Ho paura. Tutta questa corsa mi spaventa perchè si corre senza sapere dove si vuole arrivare. Si corre per tutto e non ci si gode più nulla, tutto scorre così veloce che si perde il gusto delle cose belle.

E l’ATTESA dove la mettiamo? Dove si mettono le bollicine nello stomaco o i sogni per la testa o il desiderio di aspettare che ogni cosa arrivi quando deve arrivare?

So che è un’espressione da vecchi (eh bè…) ma ai miei tempi tutto andava più lento, tutto lo aspettavamo con trepidazione perchè ci godevamo l’attesa che ne amplificava gli effetti di meraviglia e stupore.

Oggi i saldi estivi ci sono i primi di luglio (ma l’estate non dura fino a settembre?), il Natale inizia ad ottobre e il 26 dicembre è già il tempo del carnevale (mentre velocissimamente dobbiamo arrovellarsi con i saldi invernali) che rapidamente deve lasciare il posto a Pasqua (ed arriviamo a Pasqua con la nausea per le uova che ci hanno propinato per mesi).

Poi ci sarà la festa della mamma e poi veloci perchè deve arrivare l’estate e come non pensare ai costumi da bagno, alle diete e alle creme solari?

ODDIO CHE FATICA!

E questo solo per le cose “materiali”. Ma pensiamo anche alle conseguenze che la fretta ha sui rapporti umani.

Rifletto molto su questo e penso ai miei figli, a come vivranno loro in modo diverso da come ho vissuto io…

Noi ci innamoravamo e spesso gli amori erano fatti di attese, principalmente attese al telefono! Si stava lì, a fissare quel coso grigio, sperando che squillasse e poi via di corsa: “Pronto?” e la sua voce e il cuore a mille e via a strascicare il telefono in un angolo più appartato della casa, dove magari la mamma non ci ascoltava…e tira quel filo, che poi a me, si incastrava sempre sotto le porte!

E c’era l’attesa… come era bella! Penosa forse, ma poi ampiamente ripagata.

Oggi c’è la fretta. Ci sono i messaggini, Whatsapp, Facebook, internet e penso a come sarebbe stata la mia gioventù con questi strumenti a disposizione. Certo, tante cose sarebbero state più semplici, tante sofferenze le avrei risparmiate, ma di quante emozioni mi sarei privata? Di tante, tantissime.

La consapevolezza che i giovani di oggi avranno sempre tutto e subito, mi spaventa. E mi rattrista. Vorrei regalare loro la bellezza dell’attesa e il gusto delle cose fatte con calma.

Posso solo consigliare loro di non avere fretta.

Di aspettare.

Riflettere.

Privarsi di qualcosa ora per avere più domani.

E voi cosa ne pensate?

Vi aspetto,

Giulia

 

 

 

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2 Comments

Francesca ottobre 30, 2017 at 10:39 am

Giuly che bella riflessione.
Ci stavo pensando in questi giorni alla questione del tempo, perché Saverio sabato mattina mi ha chiesto ‘e il giorno rosso (domenica) che facciamo?’.
E’ un meccanismo che fa spesso…parla del ‘dopo’ e non del ‘ora’.
E’ una ‘fretta’ che non gli arriva solo dall’esterno e da tutti gli input di cui parlavi te, ma anche da me che per prima a colazione dico ‘e a cena che si mangia?’.
Esempio forse stupido, ma è per far capire che non è più un domandare così…per parlare e pianificare la giornata o il week end insieme…inizia a diventare una corsa e un abituarsi a pensare sempre ‘al dopo’.
Quindi mi sto un po’ forzando e, insegnando loro ad aspettare, lo insegno un po’ anche a me: abituarsi anche nella quotidianità, nelle piccole cose a rallentare.
Il delirio poi che gli viene dall’esterno…aiuto. Partiamo da casa nostra e vediamo se si corazzano ben bene per il resto.
Baci!!!

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Giulia novembre 9, 2017 at 5:17 pm

Cara Francesca, è bello sapere che la mia riflessione è condivisa anche da altri…perchè molto spesso, in questo mondo, in questa epoca che viviamo, mi sento un pò sola con i miei pensieri. Detto questo, hai proprio ragione: bisogna iniziare dal nucleo di base, che è appunto la famiglia. Non è certo facile rallentare…è come viaggiare in bici su di una autostrada…ma sono certa che i nostri figli siano in grado di percepire le nostre intenzioni e di assorbirle, anche se alle volte non ce la facciamo a concretizzarle. Quindi forza! Ce la possiamo fare!
Grazie e baci anche a te!

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