E' un classico!Rubriche

L’insolita Jane

posted by Giulia novembre 13, 2017 0 comments
Uno stile diverso che mi ha conquistata

Da poco ho finito di leggere L’abbazia di Northanger, di Jane Austen, romanzo postumo della mia beniamina.

Avevo sentito parlare bene di questo libro e non dubitavo che, come gli altri, mi sarebbe piaciuto, ma di sicuro NON PENSAVO che mi avrebbe così sorpresa per il fatto di essere piuttosto diverso dallo stile tipico della Austen.

L’Abbazia di Northanger è un romanzo leggero, la cui lettura scorre veloce, i fatti si susseguono senza troppo pathos e i personaggi sono semplici e raggiungono i loro obiettivi senza grossi ostacoli. Detta così, sembrerebbe un libro banale e sempliciotto…

Ma ovviamenete così non è!

Jane a me piace, suppongo che ormai si sia capito, ma riconosco che i suoi romanzi alle volte possano risultare prolissi, appesantiuti da parantesi lunghissime e periodi infiniti. Ma insomma, alla fine si tratta di classici e lo stile ne rispecchia il periodo. Invece, in questa sua opera postuma, Jane, nonostante i temi siano i soliti di sempre, mostra stavolta una freschezza e una leggerezza atipiche.

Qualche accenno alla trama…

La storia è quella di Catherine, giovanissima donna piuttosto ingenua, alle prese con le prime esperienze amorose.

All’inizio della storia questo personaggio ci viene presentato come un’ eroina, figura che non potrebbe essere più lontana dalla protagonista; con ciò la Austen ha voluto giocare con l’ironia, dando subito un’ impronta leggera e spiritosa a tutta la storia.

Catherine si innamora di Henry, un giovane ricco e bello che vive con il padre e la sorella in una Abbazia, l’Abbazia di Northanger appunto, che diventerà lo scenario gotico in cui le fantasie di Catherine galopperanno. La ragazza è infatti influenzata da alcune letture di romanzi gotici, (molto in voga all’epoca) e da esse si farà suggestionare fino a passare da “sciocca ingenua” proprio agli occhi di Henry.

Tutto comunque si risolverà per il meglio e alla svelta ed anche i “cattivi” della storia, saranno destinati alla sorte che si meritano.

Ecco, io non ho sofferto leggendo questo libro perchè ogni cosa si incastra come deve e senza tanti giri inutili. Certo, questo fa sì che le emozioni un pò si appiattiscano, ma questa perdita viene ricompensata dalla semplicità rassicurante di una storia leggera.

Lo consiglio a tutti coloro che, pur non mando i classici, amano le atmosfere gotiche e le storie semplici e a lito fine.

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Fatemi sapere, vi aspetto

Giulia

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