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RESTO QUI – Marco Balzano

posted by Giulia luglio 30, 2018 0 comments

Resto qui è il romanzo di Marco Balzano, finalista al premio Strega 2018.

Appena letta l’ultima frase ho pensato: questo è il libro che avrei voluto scrivere io.

Ho scelto di leggerlo attratta dalla copertina che mostra una foto del Lago di Resia, in Val Venosta, dalle cui acque svetta  il campanile di una chiesa. Prima di leggere questo libro conoscevo la storia del paese “sommerso” solo a grandi linee e la curiosità di approfondirla mi ha spinto ad acquistarlo.

Forse affascinata dalle storie ambientate durante le grandi guerre, dai luoghi incantevoli del Sud Tirolo dove passo ogni anno le mie vacanze estive e dove c’è parte del mio cuore, ho concluso la lettura di quest’opera di Balzano in pochissimi giorni. Ma non è solo questo il motivo per cui la lettura è scivolata via alla svelta: la cosa meravigliosa è che non riuscivo a smettere di leggere perché mi sentivo parte integrante della storia.

Ho amato ogni pagina, mi sono emozionata e ho pianto entrando in totale empatia con i personaggi e le loro dolorose vite. Mi sono completamente immersa in quel mondo di un tempo lontano, ho camminato per i prati verdi, mi sono fatta accecare dalla bellezza delle montagne, ho annusato gli odori intensi di fiori e di sterco di mucca e sono rabbrividita nel freddo pungente degli inverni dolomitici. Ho visto la guerra, ne ho avvertito la mano viscida che porta via ogni speranza, ho convissuto con il vuoto di una madre e di un padre, con l’ossessiva disperazione di perdere tutto e il senso forte di un’ingiustizia senza fine. Balzano ha raccontato un pezzo di storia mettendosi dalla parte di coloro che, sotto il regime fascista, furono privati delle loro terre, dei loro diritti, della loro lingua madre, della loro identità. Ed infine anche del loro paese, sommerso sotto metri e metri di acqua, per far spazio ad un lago che doveva fornire elettricità e che invece servì solo a privare quella povera gente delle proprie case e delle proprie radici.

A narrare l’intera vicenda è Trina, una ragazza di Curon che studia per diventare maestra. Dopo il diploma però le sarà impedito di insegnare perché il fascismo imporrà che nelle scuole del sud tirolo insegnino solo maestri italiani. Trina non è una che si arrende e decide di fare la maestra clandestina. In seguito sposerà un contadino di cui è sempre stata innamorata, fin da bambina e dal quale avrà due figli. Insieme al marito lotterà per rimanere in vita durante la guerra e ne assaporerà tutte le atrocità. Finita la guerra, le battaglie non sono però concluse perché il governo italiano ha deciso di annegare il loro paese per farci un lago.

Questo romanzo, che pur nella verità storica è frutto della fantasia di Balzano, apre gli occhi davanti a un pezzo di storia che forse in pochi conoscono per davvero e lo fa mettendosi dalla parte di coloro che hanno perso tutto, con una semplicità emotiva disarmante e una prosa pulita e schietta che arriva dritta al cuore e fa riflettere.

Complimenti a Balzano. Per me hai vinto il premio.

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