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Eleanor Oliphant sta benissimo – Gail Honeyman

posted by Giulia luglio 31, 2018 0 comments

Perchè tanto successo?

Di solito non leggo ciò che ha il sentore di essere troppo commerciale…ma stavolta sono stata attratta dal libro di Gail Honeyman, Eleanor Oliphant sta benissimo, incuriosita di scoprire come fa un romanzo di esordio a divenire il caso editoriale dell’anno.

Così l’ho acquistato, l’ho letto e alla fine… non ho capito il motivo di tanto successo. Non che la storia sia brutta in sé, anzi, sinceramente mi è piaciuta, ma ci sono molti aspetti che a mio avviso non lo fanno rientrare tra quei libri che io ritengo dei “capolavori” degni di tanta fama.

Gail Honeyman ha scritto un romanzo di formazione. La protagonista è Eleanor, una trentenne scozzese con seri problemi di depressione causati da traumi infantili indelebili, che l’hanno intrappolata nella solitudine e nell’alcol. Il romanzo si incentra su una parte della sua vita che attraverso la scoperta dell’amicizia di un uomo, l’affetto di un animale domestico e la psicoterapia, giunge ad una svolta positiva.

La strategia vincente della Honeyman, secondo me, è stata quella di raccontare tutta la disperazione e lo squilibrio emotivo di Eleanor attraverso la sua stessa voce che con la sua ironia, sdrammatizza al punto giusto la sua deprimente situazione, che altrimenti ne uscirebbe davvero troppo pesante per il lettore.  Devo dire la verità: Eleanor è di fatto un personaggio buffo che mi ha fatto sorridere nonostante il dramma che vive, ma alle volte ho trovato la sua ironia eccessiva, quasi forzata e perciò antipatica. Essa incarna un’antieroina molto interessante da un punto di vista psicologico e i motivi del suo disagio e delle sue ossessioni si svelano lentamente attraverso una serie di indizi sparsi nella narrazione. La sua catarsi però alla fine arriva troppo alla svelta e la rende, almeno ai miei occhi, poco reale, oltre al fatto che in essa spicca una ingenuità disarmante davanti a fatti della vita quotidiana che non si può non conoscere e che stona con una mente troppo lucida e riflessiva per una ragazza con problemi psichici importanti come lei.

Insomma, l’ho letto volentieri anche perché lo stile narrativo è intelligente, fresco, il linguaggio forbito e capace di narrare senza spiegare, però non mi ha convinto del tutto.

Probabilmente il mio giudizio è condizionato dal fatto di cercare i motivi per cui è diventato un caso editoriale e ciò mi ha allontanata da un’analisi obiettiva…che se fosse stato un romanzo senza tutto questo alone di pubblicità, forse lo avrei criticato meno.

Lo consiglio comunque come una lettura estiva piacevole che ha il merito di far riflettere sulla brutta abitudine di giudicare la gente dall’ apparenza.

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