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La vita silente – Luisa Sisti

posted by Giulia ottobre 11, 2018 0 comments

E’ La vita silente, il romanzo di esordio di Luisa Sisti, ad inaugurare la rubrica dedicata agli autori emergenti.

Il destino ha voluto che l’autrice abbia pubblicato il suo primo libro, con la stessa casa editrice che ha pubblicato il mio Ti regalo il cielo, ovvero, Augh! Edizioni, del gruppo Alterego. Mi auguro che sia di buon auspicio per entrambe!.

La vita silente racconta la storia di un amore clandestino tra Guido e Laura; lui austero professore universitario di mezza età, lei giovane donna di nemmeno trent’anni che lavora in campo giornalistico. Il caso vuole che le loro vite si intreccino e che nasca una travolgente passione alla quale sarà difficile rinunciare, nonostante le oggettive problematicità dovute non tanto alla differenza di età tra i due, quanto piuttosto al fatto che Guido è sposato con Pia, con la quale ha due figlie ormai adulte.

La vicenda è ambientata a Roma, negli anni sessanta, atmosfera che l’autrice è stata molto abile a ricreare, non solo attraverso la descrizione degli usi e dei costumi dell’epoca, ma anche grazie ad una colonna sonora ricercata che permea tutto il romanzo e che coinvolge e trasporta il lettore all’ interno della storia, creando un sottile quanto forte filo empatico con le emozioni vissute dai personaggi. Si percepisce la nostalgia intrappolata di Guido che ascolta musica classica, da Bach a Beethoven, da Wagner a Debussy e che si scontra con la sua voglia di un amore romantico, tradita dai dischi di Charles Trenet. Dall’altra parte c’è la giovinezza di Laura che sfocia in Let’s twist again, La bamba, I get a round e tanti altri successi di quegli anni.

L’amore tra Guido e Laura è sempre scandito dalla musica e questa è una particolarità del romanzo di Luisa Sisti che ho personalmente molto apprezzato. Ho infatti spesso sentito l’esigenza di infilarmi le cuffie e rileggere alcuni passi del libro accompagnata dalle musiche citate dall’autrice; in particolare ho ascoltato con trasporto emotivo Tristan und Isolde, di Wagner, che rappresenta il culmine dell’ amore sofferto dei due protagonisti.

Il libro si legge velocemente, grazie anche allo stile delicato e pulito dell’autrice che mostra di possedere una consolidata esperienza nella scrittura; la curiosità di sapere come andrà a finire è trascinante.

Non voglio concludere questa mia recensione facendo credere che La vita silente sia soltanto un romanzo d’amore: certamente di amore è pervasa tutta la storia, ma questo sentimento non è il motore che la muove. Il messaggio che l’autrice ha voluto dare scrivendo questo libro, o almeno, quello che è arrivato a me, è un altro. E lo dice il titolo stesso del romanzo, La vita silente.

La vita silente è la vita che esplode dentro ma che non trova il coraggio di essere vissuta, come accade a Guido che si nasconde da se stesso. Rappresenta le catene, l’impossibilità di essere ciò che siamo veramente. Perché vincere le proprie paure è un affare serio; perché ammettere di vivere in una finzione dove tutto sembra combaciare è più semplice che rimettersi in gioco per ritrovare la nostra vera essenza e gioire dell’unica vita che abbiamo da vivere.

La vita silente è quindi la storia del riscatto di un uomo rispettabile, che risvegliato dall’ amore per una donna, si rende finalmente conto che la vita vera che si nasconde dentro di lui, non può essere più tenuta ingabbiata e che ciò che ha costruito negli anni con dedizione ed estrema rigidità, non è altro che un’isola che non c’è.

La vita silente è il risveglio d un lungo letargo e ci riporta la consapevolezza che non è mai troppo tardi. Che si può sempre ricominciare.

“Laura lo aveva salvato, scuotendolo da quello stato di immobilità in attesa del nulla che rende la propria esistenza una vita silente, estranea persino a se stessa, la vita che si osserva da spettatori ma alla quale non si può partecipare.”

Consigliato ai romantici e a coloro che hanno voglia di ricominciare daccapo.

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Grazie a Luisa per avermi affidato il suo romanzo.

A proposito dell’autrice…

Luisa Sisti nasce a Roma nel 1960 e dai primi anni di scuola ha un solo desiderio: scrivere. Compone racconti, poesie e soprattutto non demorde: da ragazza trascorre la domenica chiusa nella sua stanza a scrivere brevi romanzi.

Compiuti gli studi classici, la vita sceglie per lei, come capita a molti – anche ai personaggi dei suo romanzi, universali per questo – costringendola a trovare un impiego per raggiungere l’indipendenza economica. Dopo qualche anno si laurea in Lettere con una tesi sul suo scrittore preferito, Cesare Pavese. Inizia dal quel momento una vita parallela: da una parte gli impegni familiari e il lavoro, dall’altra la collaborazione con riviste di critica letteraria. Anni fantastici, fatti di lunghe nottate e molto caffè.

Ma si presenta di nuovo una scelta: o l’incarico di responsabile editoriale nell’ente di ricerca in cui lavora o la sua passione per la letteratura. Sceglie il primo e si allontana gradualmente dal mondo accademico, che probabilmente le avrebbe dato più soddisfazioni nel tempo. Inizia un periodo di maturazione e di silenzio. Quest’ultimo è particolarmente opprimente, perché per anni riprende le sue poesie (“Il velo di Calypso”), inizia romanzi, riempie fogli e puntualmente li straccia.

Affronta la “vita silente” di ogni aspirante scrittore, ovvero l’incubo della pagina bianca. Finché una sera di gennaio non riprende a lavorare su un abbozzo, che descrive l’incontro tra un severo professore ed una giovane donna chiamata Laura …

(da Bio, http://www.luisasisti.com/bio/)

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