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Le streghe di Atripalda – Teodoro Lorenzo

posted by Giulia gennaio 12, 2019 0 comments
Le streghe di Atripalda di Teodoro Lorenzo, è una raccolta di racconti, ognuno dei quali basato su una diversa disciplina sportiva. Devo ammettere di aver iniziato la lettura con un po’ di scetticismo, sicura di leggere noiose avventure sportive fine a se stesse. Per fortuna è stato invece uno di quei casi in cui il pregiudizio viene soppiantato dalla piacevole sorpresa di una lettura tutt’altro che scontata e noiosa.

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Con questo libro, l’ autore ha voluto omaggiare lo sport, celebrandolo più come cultura che come semplice pratica sportiva ed è riuscito a farne uno strumento attraverso il quale raccontare la vita, con l’aiuto di svariati personaggi molto diversi fra loro. In questo è stato bravissimo, calandosi nelle vesti di uomini e donne, giovani e vecchi, delinquenti e malati. Ognuno di questi personaggi, attraverso lo sport, inizia la complessa ricerca di se stesso, intraprendendo un percorso esistenziale con l’obiettivo di trovare il senso della propria vita.

Teodoro Lorenzo ha una scrittura intensa ed estremamente sensibile, delicata e giusta nel raccontare le emozioni dei suoi personaggi in modo nitido e assolutamente non patetico. Ci racconta di paura, di vendetta, di solitudine, di ricerca della propria identità, di dolore profondo, ci parla del pregiudizio, della violenza, della malattia che non perdona e del valore della comunità, valore che si manifesta nel racconto che dà il nome al libro, le streghe di Atripalda. Questo racconto cammina sul filo di un realismo magico che permette alla storia di differenziarsi dal resto dei racconti e forse per questo l’autore l’ha scelto per dare il titolo alla sua opera.

Ho amato gli spunti riflessivi dell’autore su alcuni aspetti che tessono poi la morale dei racconti; per esempio ho apprezzato i pensieri di  Vittorino, protagonista di La saggezza del fiume, sulla differenza tra uomo e natura, che mi ricorda molto il pensiero pirandelliano: “La natura fa sempre vedere la sua faccia, che può essere anche brutta e spaventosa, ma non si trucca, non si ingentilisce. E quando assume un’altra forma, si mimetizza e cambia aspetto, non è una maschera. La mimetizzazione è un aspetto del sé mentre la maschera è altro da sé, una sovrastruttura finta, un’aggiunta di cartapesta.”

Tra tutti c’è un racconto che mi ha fatto emozionare molto e che trovo il più bello di tutti, Lettera a Maria. Questo è la lettera di un padre alla propria figlia ed è scandito dal tempo: il tempo del divertimento “è l’unico che alla fine rimpiangiamo tutti”, Il tempo dell’amore, della maturità, della vita e della morte.

Scandendo la vita attraverso il tempo, l’autore ne mostra tutti gli aspetti cruciali e ne delinea le emozioni portando il lettore ad una riflessione profonda e toccandone il cuore. Non conosco personalmente Teodoro Lorenzo, ma sono pronta a scommettere, al costo di fare una figuraccia, che è padre perché le parole che il personaggio rivolge alla figlia nella sua lettera sono intrise di un amore che solo un padre può provare per i propri figli.

“E’ il cerchio che si chiude, sono consapevole che la mia regata sta per finire. Ma sta cominciando la tua, che sarà meravigliosa se continuerai a cercare la bellezza e coltivare l’amore per la vita. Come ho tentato di fare io.”

Ottimo libro da leggere per chi ama i racconti che danno spunti di riflessione, per chi ama lo sport nella sua accezione più ampia e la buona scrittura.

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L’autore

Teodoro Lorenzo è nato a Torino il 4 marzo 1962. Ieri calciatore, oggi avvocato. Tra ieri e oggi Liquidatore Sinistri per una compagnia di assicurazioni e Funzionario della Città di Torino.

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