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Leggo molto, davvero tanto. Ma non tutto, seleziono ciò che leggo, anche perchè la lettura deve e può essere per me solo un piacere. Per questo motivo sono disponibile a leggere e recensire i libri (cartaceo o ebook) che vorrete inviarmi, ma solo quelli che rientrano nei miei gusti…non prendetela male, è che se leggo solo per dovere rischio davvero di non farmi piacere ciò che leggo!

Al momento non leggo fantasy, horror, thriller, autobiografie…

Garantisco recensioni oneste e sincere, nel bene e nel male.

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Non so dove ho sbagliato – Laura Del Lama

posted by Giulia agosto 19, 2019 0 comments

Non so dove ho sbagliato

Stavo invecchiando, era innegabile. Ma la cosa invece che infastidirmi quasi mi dava serenità. L’idea di invecchiare mi confortava…

La protagonista del romanzo di esordio di Laura Del Lama è Belinda, una donna che ha appena compiuto i quarant’anni. Non è vecchia, ma fa di tutto per convincersi di esserlo perché è certa che la vecchiaia potrà finalmente scusare la sua apatia di fronte alla vita. Perché di fatto – osservare e accettare – è quello che Belinda fa da sempre e che la rende una insoddisfatta cronica. Belinda è convinta che sia troppo tardi per qualsiasi “cambio di direzione” e che sopportare la propria infelicità sia comunque meglio che gettarsi in altre percorribili strade, sconosciute e quindi incerte. Rannicchiarsi nella sua zona di conforto la protegge da possibili disastri. E così il suo quotidiano si snoda tra un lavoro che non l’appaga, un marito abitudinario e privo di slanci d’amore nei suoi confronti e un figlio fatto a immagine e somiglianza del padre che vaga per casa senza interesse se non quello di soddisfare i propri bisogni primari.

Belinda si chiede dove è che ha sbagliato, perché è ben consapevole della propria frustrazione anche se non fa nulla per cambiare ed uscire da una disillusione esistenziale che la tiene stretta a una realtà insopportabile. Poi, inaspettatamente, viene coinvolta da suo zio Tonio in una strana storia di vendita di arance e traffici illegali, che rompe il ritmo cadenzato delle sue giornate e quegli equilibri che, pur illusori, la tengono in piedi.  Questa breve parentesi che la vede protagonista di eventi e situazioni bizzarre, la scuotono risvegliando in lei un’improvvisa voglia di ribellione e di riscatto. Per un breve periodo la sua vita sembra acquisire una luce inconsueta ed è qui che ritrova la sua amica dei tempi andati e rivede in lei la possibilità di un cambiamento. Si può scegliere una vita diversa? Per un attimo Belinda intravede questa possibilità…ma scegliere comporta tirar fuori una grande dose di coraggio che lei, alla fine, non avrà o non avrà intenzione di usare.

Il romanzo esordisce con dei tratti umoristici molto forti che poi però tendono a sfumare nel finale nel quale viene a galla tutta l’amara tristezza di Belinda, un personaggio a tratti fantozziano, simpatico e tenero sotto certi aspetti, al quale di conseguenza è facile affezionarsi, ma che scatena anche rabbia per la consapevole, perciò poco perdonabile,  scelta di abbandonare ogni forma di rivendicazione.

Il libro ha una trama semplice che rende facile l’immedesimazione del lettore nella storia, ma nella sua semplicità è originale e con alcuni tratti da romanzo giallo che incuriosiscono e catturano. Lo stile dell’autrice è l’elemento che fa la differenza: la scrittura di Laura Del Lama è fluida, leggera e intensa allo stesso tempo, scattante e ironica, con una capacità di cogliere il quotidiano nelle sue sfumature più complesse, divertente ma non stucchevole.

Un romanzo, che tra una risata e l’altra, fa riflettere.

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La rampicante – Davide Grittani

posted by Giulia giugno 27, 2019 0 comments

La verità è la strada più dolce che si possa percorrere lungo il nostro cammino, ma capita che essa, pur intravedendola, venga costantemente confutata, come se fosse il privilegio solo di pochi. Privati della verità siamo solo finzione, un ammasso di ossa che sta in piedi senza un reale perché. Anche quando fa male, anche quando ci convinciamo che non sapere sarebbe stato meglio, anche quando ci lacera senza apparente guarigione…e invece la guarigione avviene nel momento stesso in cui sanguiniamo.

Vivere senza sapere, circondato dalla menzogna e peggio ancora dall’ostinazione di chi sa e non voler ammettere, è ciò che vive Riccardo, il protagonista del romanzo di Davide Grittani, La Rampicante, candidato al

 Premio Strega 2019.

Riccardo, adottato da Giovanna e Cesare quando era ancora un neonato, sarà destinato ad essere un uomo a metà, derubato del proprio passato e perciò appesantito da un senso di inadeguatezza che lo accompagnerà per tutta la sua vita: si sentirà un escluso, uno che non appartiene al “clan”, uno che non merita nemmeno di sapere; uno che non riesce a sfondare neppure il cuore di quella mamma che pur amandolo non si smuove per salvarlo. Uno che coverà dentro di sé l’odio funesto verso un padre che non lo ha mai né voluto né amato e verso quella giustizia che sente di non poter ottenere se non con rimedi estremi. Riccardo sta lì, sull’orlo del precipizio, in attesa che un soffio di vento lo butti giù, fino a che non ritrova se stesso in un altro essere che come lui, ha solo bisogno di essere salvato dal vuoto che ha attorno. Si tratta di una bambina di cinque anni, Edera, affetta da allucinazioni uditive e crisi epilettiche.

Tra Edera e Riccardo si instaura un legame speciale che solo persone che stanno ai margini possono creare. La metafora con la pianta di Edera, che sembra indicare la fragilità di un essere vivente che per vivere ha bisogno del sostegno, rappresenta invece il contrario: la forza e l’attaccamento alla vita. Ed è proprio nelle fragilità reciproche che Riccardo ed Edera riusciranno a creare quei ponti per “esserci” anche nel mondo reale, per dare un senso ad esistenze mutilate e predestinate alla sofferenza. Grittani tratta temi delicatissimi in questo suo romanzo, ma lo fa con il distacco necessario che gli permette di non cadere nel melenso e nel retorico. Ci racconta di gravidanze mancate, di donazioni di organi, di povertà materiale e mentale e della paura del terremoto, che nel 2016 ha colpito le Marche, terra che fa da scenario all’ intera storia. Tutte queste tematiche, essendo immense per la loro risonanza sociale e umana, avrebbero potuto fagocitare l’intera storia ed invece sono rimaste ai margini, non perché non importanti, ma perché utilizzate come mezzi per raccontare la vita, nella sua parte più dolorosa quanto più autentica.

Ho trovato molto interessante lo stile dell’autore perché mi ha coinvolta nella lettura tenendomi attaccata alla pagina senza stancarmi mai. La scrittura, pulita e veloce, colpisce con la sua intensità e i dialoghi in dialetto ne risultano perfettamente intonati e leggeri.

 

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L’abito di piume – Banana Yoshimoto

posted by Giulia aprile 25, 2019 0 comments

Mi farebbe piacere se qualcuno che sta affrontando un brutto momento la leggesse (la storia) e riuscisse ad alleviare le proprie sofferenze, senza pensare di trovarci dei messaggi particolari.

 

 

Così scrive l’autrice nel postscriptum del suo breve romanzo. Ed è proprio vero: non vi aspettate chissà quale storia, chissà quale intreccio o colpo di scena perché non lo troverete. L’unicità di questo libro non sta nel contenuto, ma in ciò che meravigliosamente trasmette e lascia addosso; qualcosa di soave e calmante, che scalda e acquieta i turbamenti, caldo e leggero proprio come un abito di piume. Continue Reading

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Il nemico – Tommaso Rosini

posted by Giulia marzo 25, 2019 0 comments

Il nemico, di Tommaso Rosini è un romanzo in cui giallo e noir si mescolano alla perfezione. La storia si svolge in una Firenze distopica dove la delinquenza serpeggia subdola in ogni vicolo e dove le forze dell’ordine scarseggiano e sempre con più difficoltà contrastano la criminalità.

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Innamorarsi è una follia socialmente accettabile – Cristina Alessandro

posted by Giulia marzo 11, 2019 0 comments

Innamorarsi è una follia socialmente accettabile, di Cristina Alessandro, è una raccolta di racconti brevi che hanno come perno il sentimento che si dice smuova la terra: l’amore. Visto da prospettive molto diverse le une dalle altre, ne riscopriamo i risvolti più strani e gli ingranaggi più nascosti del motore che lo muove. Tramite queste storie si mettono in luce gli istinti primordiali che lo alimentano e ne regolano la nascita, la crescita e la sopravvivenza fino anche alla sua morte, come un vero e proprio essere vivente.Risultati immagini per innamorarsi è una forma di follia socialmente accettabile Continue Reading

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Lacci – Domenico Starnone

posted by Giulia marzo 9, 2019 0 comments

Lacci è un romanzo lancinante e spietato che racconta la fine di un matrimonio e delle emozioni che derivano da questo strappo, che fuoriescono come da un vaso scoperchiato, impietose e travolgenti. È la storia di un rapporto che si spezza e che poi ricomincia portandosi dietro dolore e sfinimento.

Aldo e Vanda hanno due figli piccoli e sono ancora giovani quando Aldo si innamora di Lidia, forse per la prima volta in vita sua. Per lei abbandona la moglie e i figli e fugge, rifugiandosi in quella che gli appare la vita vera mai fino allora vissuta, dalla quale si sente appagato in quanto capace di riempire i suoi giorni di senso. Continue Reading

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Mandami tanta vita – Paolo di Paolo

posted by Giulia febbraio 20, 2019 0 comments

Due storie, due facce di una gioventù che non lascia spazio alla libertà di essere vissuta come meriterebbe. Questa la tematica principale di Mandami tanta vita, romanzo di Paolo Di Paolo, tra i candidati del premio strega del 2013.

L’autore prende spunto dalla vita di Piero Gobetti, noto editore e giornalista liberale ed antifascista degli anni venti, costretto all’esilio per continuare a perseguire i suoi progetti nella totale libertà fisica e morale.

La storia di Piero si alterna (e brevemente si intreccia) a quella di Moraldo, giovane studente di filosofia che stenta a concretizzare le proprie idee a causa della sua fragilità, conseguenza di vari fattori concomitanti, non per ultima la giovane età che lo rende facile preda di insicurezze esistenziali. Moraldo si lascia difatti trascinare dall’illusione di un presunto amore e si affligge per l’incapacità di fare “la cosa giusta”, come invece sembra riuscire a fare Piero, che Moraldo conosce per fama. Di esso ammira la forza, la determinazione, la fermezza morale e gli ideali categorici che sono il suo stendardo e che lo guidano verso quella che per Moraldo è una vita vera, piena, concreta. In realtà anche Piero nasconde le sue debolezze che si riflettono nel suo aspetto fisico, essendo un ragazzo esile e dalla carnagione diafana. Continue Reading

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Aspettando le stelle – Carola Helios

posted by Giulia gennaio 16, 2019 0 comments

Aspettando le stelle è un romanzo dolce e molto realistico che si legge tutto di un fiato.

La protagonista è Beatrice, personaggio di cui seguiamo le vicende dall’età di nove anni fino all’età adulta. All’inizio della storia ci troviamo sul finire degli anni cinquanta e Beatrice è una bambina dalle bionde trecce che ogni anno passa le sue estati in un piccolo paese di provincia in compagnia del nonno e degli zii. Da principio sembra non gradire queste vacanze imposte dai suoi genitori, ma con il passare del tempo torna volentieri in quel paesino dove non c’è nulla di speciale ma del quale ormai non può più fare a meno e dove ogni volta ritrova i suoi famigliari che impara a conoscere e ad amare. Si affeziona in particolare alla zia Milena e nell’estate del 1961 conosce Marco, un ragazzo con i capelli e gli occhi neri che si diverte a prendersi gioco di lei. Ed è proprio in quell’estate che, senza che Beatrice se ne renda conto ancora, l’amore inizia a tessere la sua trama.

La vita di Beatrice cambia per sempre in un giorno d’estate: l’amore che si affaccia timido, la sorpresa e la paura di esso, il confondere una cotta con l’amore vero ed infine la tragedia, faranno sì che Beatrice passi il resto della sua esistenza in attesa di qualcosa che non potrà mai essere più. Solo alla fine del libro, ormai donna di mezza età, durante una conversazione con suo figlio adottivo al quale confessa che “le cose belle prima o poi succedono, però bisogna aspettarle” capisce finalmente che aspettare le stelle non è morire ma, tutt’altro, è vivere. Ricopre così la luce delle stelle che aveva perso rannicchiata nella sua solitudine.

Questa storia mi ha colpito per il modo distaccato con il quale l’autrice riesce a raccontare la vita semplice eppure intensa di Beatrice senza mai soffermarsi sui suoi stati d’animo, ma facendoceli percepire attraverso le sue azioni e i suoi silenzi. Devo dire la verità: inizialmente ho trovato difficile adattarmi a questo tipo di narrazione, un po’ scarna di spunti emozionali, perché in fondo io amo l’introspezione dei personaggi, che si interrogano, riflettono, soffrono apertamente. Nonostante questo, sono riuscita a trovare il modo, grazie alla scrittura scorrevole e pura dell’autrice, a mettermi lo stesso nei panni di Beatrice e ad apprezzare la sua “riservatezza” emotiva.

Una lettura che con pacatezza traghetta verso la verità delle cose.

L’autrice

Carola Helios (Carolina Bignozzi) nasce nel 1940 a Pontinia, dove attualmente vive.
Nel 1980 consegue il diploma di Scuola Magistrale come autodidatta e svolge la sua attività di docente presso la Scuola dell’Infanzia “Migliara 54”, nel  comune di Pontinia.
Nel 2017 pubblica il suo primo libro: Specchio d’acqua, mentre nel 2018 pubblica, sempre con la Caravaggio Editore, Aspettando le Stelle.
Ora in pensione, si dedica alla decorazione della ceramica e della porcellana, oltre che alla scrittura.

 

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Le streghe di Atripalda – Teodoro Lorenzo

posted by Giulia gennaio 12, 2019 0 comments
Le streghe di Atripalda di Teodoro Lorenzo, è una raccolta di racconti, ognuno dei quali basato su una diversa disciplina sportiva. Devo ammettere di aver iniziato la lettura con un po’ di scetticismo, sicura di leggere noiose avventure sportive fine a se stesse. Per fortuna è stato invece uno di quei casi in cui il pregiudizio viene soppiantato dalla piacevole sorpresa di una lettura tutt’altro che scontata e noiosa.

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Il canale dei cuori – Giuseppe Sgarbi

posted by Giulia dicembre 28, 2018 0 comments

Ho adorato moltissimo questo libro, semplicemente perché è autentico, incontaminato e limpido come l’acqua del fiume che fa da scenario a tutto il racconto, scritto con una semplicità capace di impreziosire ogni singola parola.

Giuseppe Sgarbi, detto Nino, ha iniziato molto tardi a scrivere (o meglio, a pubblicare), a ben novantatrè anni, seguendo il consiglio della figlia e assecondando la sua indole innata di narratore. Ha scritto quattro libri in soli cinque anni, racchiudendo in essi rammenti di una vita lunga quasi un secolo, rendendola di conseguenza immortale.

Il canale dei cuori, pubblicato postumo, non è un romanzo ma piuttosto una raccolta di ricordi che l’autore ci racconta attraverso un dialogo immaginario con suo cognato Bruno, scomparso anni fa, dialogo che ha inizio sulle rive del fiume dove i due amici erano soliti andare a pescare. Rivolgendosi a Bruno, Nino ripercorre tappe importanti della sua esistenza, regalandoci tratti di un’epoca che non esiste più e lasciandosi spesso andare a riflessioni personali che mi hanno molto commossa. Nino riflette sulla vita, che celebra senza nessun ma, sull’ eternità dell’amore, quello vero, sulle peculiarità della felicità, sull’ arte e la scrittura, sulla realtà odierna così profondamente diversa da quella di ieri. Ed è con una metafora che ci spiega quale secondo lui è il motivo di tale diversità. Continue Reading