Dietro le quinte

Mi chiamo Giulia Arnetoli, cognome difficile che storpiano tutti (l’accento è sulla E!) e sono nata in una città meravigliosa: Firenze. Ed è da qui che ha origine il mio cognome, da Arno, il fiume che attraversa la città.
Il giorno in cui nacqui mio padre si ruppe un dito correndo verso l’ospedale per conoscermi. Mia madre urlò di dolore perché decisi di nascere con un braccio appiccicato al viso. Per fortuna però nacqui alla svelta perché trovai la strada spianata da mia sorella Linda, nata appena un anno prima. Nacqui in una stagione che non amo molto, d’estate, precisamente il 30 agosto. Cosa non entusiasmante per una bambina, perché il mio compleanno a scuola non lo festeggiavo mai e non c’era mai nessuno con cui inventare una festicciola…a quei tempi la gente andava in ferie per mesi interi e tutti rientravano rigorosamente a settembre.

Amo i bambini, ne ho tre, tutti miei, Camilla, Olivia e Leonardo.
Amo insegnare e lo faccio fortunatamente di professione. Sono una felice maestra da oltre dieci anni e il mio bel mestiere, oggi più che mai, è per me una sfida continua, perché sono convinta che non sia solo trasmissione di conoscenze ma piuttosto e soprattutto costruzione ed applicazione di progetti educativi che devono formare delle menti… e non solo riempirle.

Amo la montagna, con i suoi verdi strabuzza-occhi e gli azzurri pieni di cielo. Il sogno rimane quello: vivere tra i prati verdi circondati dalle rocce delle mie amatissime Dolomiti.

Amo i libri e questo amore mi ha portata fino a qui, a costruire un progetto in cui credo follemente. Leggo e scrivo da sempre e a fine marzo è uscito il mio primo romanzo, Ti regalo il cielo (Augh edizioni) ed è stato proprio quello il momento in cui ho avuto la certezza che i sogni, davvero, si possono realizzare.
Perché aprire un blog con tre figli da seguire, un lavoro, la voglia di scrivere e le giornate che non sono mai abbastanza lunghe per poter fare tutto ciò che vorrei? Perché sono decisamente incline a seguire le mie passioni senza le quali la vita, ne sono certa, sarebbe vuota. E pace allora se sarò sempre di corsa, sgangherata, spettinata e confusa. Andrà tutto bene se alla fine avrò seguito i miei impulsi.
Buon viaggio, che le mie passioni possano essere anche le vostre,
Giulia